Solo nelle ultime settimane, si sono registrati diversi incidenti, alcuni dei quali perfino mortali. Dopo la scomparsa di Klizia, amazzone deceduta a seguito di una caduta in maneggio nel cremonese, c’è stato il tragico caso della ventiduenne trascinata per diverse centinaia di metri dal proprio cavallo a Ollon, in Svizzera. Dalle prime ricostruzioni della polizia elvetica, pare che la giovane che portava il cavallo a mano, sia rimasta impigliata con le redini intorno al collo quando l’animale si è spaventato ed è scattato in avanti, partendo incontrollato al galoppo.
Fin tanto che ci sono indagini in corso e la magistratura sta accertando le dinamiche di questi fatti gravissimi è molto delicato avanzare ipotesi ed entrare nella tragedia delle famiglie.
Ciò che però da persone di cavalli possiamo dire è che tante, tantissime volte, la troppa confidenza con il nostro compagno di sport ci porta ad assumere degli azzardi difficili da razionalizzare.
Tra il 14 e il 17 di marzo, l’elisoccorso si è alzato in volo due volte in Lombardia per ‘incidenti equestri’. Il 14, a Masera, nell’Ossola, una ventenne è stata sbalzata di sella mentre procedeva su una strada e ha riportato un grave trauma cranico. È ricoverata al Maggiore di Novara in prognosi riservata.
Il 17, a Cardano al Campo, in un piccolo maneggio, un’altra giovane donna è stata vittima di una brutta caduta con conseguente ricovero, con l’elisoccorso, all’ospedale Sant’Anna di Como. Per lei la prognosi parla ‘solo’ di ferimento ma non di immediato pericolo di vita.
Nella sola giornata di giovedì 19, ancora due incidenti, per fortuna meno gravi. Uno in una scuderia a Campo Ligure in cui è rimasta vittima una diciottenne trasportata al San Martino di Genova e uno a Balconi di Pescantina dove l’amazzone trasportata in elisoccorso all’ospedale di Borgo Trento ha solo 16 anni.
Incidenti evitabili? In certi casi forse sì… In altri la parola magica è prevenzione
Ora, le domande che ricorrono in queste circostanze sono sempre le stesse: avevano il cap, le staffe e gli ausili di sicurezza? L’airbag o almeno la tartaruga? Stavano montando in sicurezza?
In presenza di incidenti così gravi, chi ne è vittima aveva adottato tutte le comuni pratiche di buon senso che vanno osservate come il Vangelo quando si è in mezzo ai cavalli?
Con l’arrivo della bella stagione, le prime uscite sono quelle che espongono cavalieri e amazzoni ai maggiori rischi. Né più né meno di quanto succede per i motociclisti.
Una minore preparazione fisica degli atleti umani, un po’ di ‘ruggine’ invernale… Sicuramente anche molti aspetti che riguardano i cavalli. Come una alimentazione fatta per contrastare il freddo più che per affrontare una passeggiata, un minore allenamento, le rallegrate di gioia per gli spazi aperti…
Le ragioni per situazioni potenzialmente pericolose sono così tante da non riuscire neppure a contarle. Sia in sella sia in scuderia. Ma a fronte di una oggettiva ‘pericolosità’ della pratica equestre, ci sono moltissime contromisure che possiamo adottare per minimizzare gli incidenti. E goderci i cavalli in sicurezza.
Possiamo e soprattutto dobbiamo. Dall’addestramento, di cavalli, amazzoni e cavalieri fino alle singole attrezzature… Niente può essere preso sottogamba. E non bisogna MAI abbassare la guardia né sfoggiare troppa sicurezza. Ogni deroga può costare cara.























